L' anno del drago che si morde la coda
- 18 lug 2015
- Tempo di lettura: 3 min
L' anno del drago che si morde la coda
Jruel era decisamente provato, la spalla continuava a pulsare e i piedi gli dolevano in modo costante.
Scostò il pastrano dall'impugnatura della spada, vi poggiò la mano con noncuranza mentre si concedeva un po di riposo.
Dietro la curva sapeva che sarebbe comparsa la Roccia, il circolo della chiamata distava circa una settimana di viaggio, e come sempre l'avevano percorsa a piedi.
Si voltò, a pochi passi seguiva suo fratello, con l'armatura imbottita in perfette condizioni, lo scudo sulle spalle e l'arco in pugno: gli sorrise brevemente mentre passava, e l’altro ricambiò con un boffetto sul braccio. Jruel vide il gesto ma non lo percepì: indossando l'armatura si diventava insensibili a simili contatti.
Passarono tutti, uno ad uno, mentre li guardava si rese conto di quanto dovessero essere provati: la loro spedizione portava buone notizie piuttosto esigue se paragonate a quelle nefaste.
E lui era provato? Lo spettro di quel pensiero gli attraversò la mente e se ne andò com’era venuto.
In quel preciso istante era come nella catarsi dei sensi: stava bene, era contento di essere di nuovo a casa.
Era il primo momento in cui riusciva a cancellare le preoccupazioni che lo avevano assillato per mesi poiché alla fine, in un modo o nell'altro, la Battaglia di Lunaria era finita, e non aveva alcuna voglia di rimuginare su com’era andata.
Era convinto di sapere, finalmente, quale fosse il vero motivo della loro presenza in quella battaglia. L'intimo motivo che aveva spinto il Leone ad accettare l'aveva intuito già la prima volta, dopo aver conosciuto Lucius, ma solo ora pensava di aver intuito il motivo ultimo della loro presenza. Un motivo che forse nemmeno il Gran Maestro dell' Ordine aveva immaginato.
Ed esso era al contempo atroce e latore di speranza.
Prima di partire aveva temuto che i pazzi che si erano fatti corrompere dall'assassino fossero parte del problema, perplesso aveva sospeso il giudizio fino a che non li aveva interrogati.
E l'interrogatorio gli aveva dato esito negativo: corrotti e soli, su un paese straniero, per sottrarsi alla legge di Caliban.
Quasi folli per le menzogne che avevano creduto vere.
Mentre elaborava questi pensieri osservava i suoi confratelli.
Vide Kamael, con le piastre ammaccate e il martello in spalla, incedere passo dopo passo con le sopracciglia aggrottate.
Osservò il giovane Ervihel, con lo scudo a tracolla e la mazza appesa in vita, mentre beveva un sorso dalla borraccia e sorrideva.
Naaman aveva rimesso a nuovo la sua splendida armatura, e carezzava l'elsa della sua spada mentre camminava a testa alta, la fronte a nord, verso la foresta.
Caliel e Israel parlavano a bassa voce, mentre camminavano placidamente, quasi fosse l'ora del tramonto, quando i confratelli hanno un paio d'ore da dedicare a se stessi prima degli ultimi doveri della giornata.
Mithras passava aiutandosi con la lancia, la botta presa nell'ultima battaglia con Radiant non aveva fatto in tempo a guarire del tutto, ma stava bene e gli fece un rapido cenno con la testa.
Non vide Imamiah, e nemmeno Lilith, ma sapeva che qualcuno doveva fiancheggiare la colonna, perfino li, a poca distanza dalla roccia.
Attese Cassiel, ultimo del drappello, che lo scrutò placido senza dire una parola e rallentò il passo, così Jruel prese a camminare al suo fianco.
Fu Jruel il primo a parlare.
“L’unica esile speranza è che quest'anno piangeremo meno confratelli di quello appena trascorso.” - Cassiel annuì, ma il suo volto rimase tetro.
“In una Caliban quasi del tutto pacificata il nemico non si limiterà a schierare un esercito, che peraltro non possiede più.”- Jruel annuì, mentre il confratello aggiungeva - “Altri sono i metodi che suggerisce Soldraconis… E il caos ne è diretta espressione.”
“Così è, in effetti. Sono metodi che conosciamo meglio di quanto non dovremmo, ne abbiamo già parlato.” - l'altro annuì a sua volta.
“E ne parleremo ancora, a lungo.”
I due si fermarono, quasi di tacito accordo, lasciando che il resto del gruppo proseguisse la marcia verso il castello.








Commenti